L’Intrepido Sport n. 46 – 17 novembre 1982 si apre nel segno della memoria con il commosso omaggio “Ricordando Beppe”. Una selezione di lettere dei lettori che celebrano Beppe Viola, restituendo il ritratto di un uomo che ha cambiato il modo di raccontare lo sport con ironia e profonda umanità.
Il pezzo forte del numero è però l’analisi “velenosa” di Oliviero Beha su Paulo Roberto Falcao. Sotto il titolo “Falcao, che botta!”, Beha scava dietro la maschera di imperturbabile distacco del fuoriclasse brasiliano all’indomani del Mondiale spagnolo.
È un Falcao inedito quello che emerge dalle tre pagine di servizio: tra l’ostentata indifferenza per l’insuccesso verdeoro e il ruolo di “guida” che stava assumendo a Trigoria, il giornalista mette a nudo le contraddizioni e le ambizioni del Divino. Un articolo magistrale che spiega come lo Scudetto alla Roma fosse diventato, già in quel novembre ’82, l’unica vera ossessione del campione per regolare i conti con il destino.

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Oltre al bellissimo botta e risposta nel titolo di copertina, in questo numero dell’
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Inauguriamo l’annata 1982 con l’
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La foto e lo strillo di copertina in questo